venerdì 20 settembre 2019

LA STRADA, LA LOTTA, L’AMORE


LA STRADA, LA LOTTA, L’AMORE



Torre del Castello dei Vescovi di Luni

Castelnuovo Magra (21 settembre 2019)




Sabato 21 luglio 2019 alle ore 17.30 a Castelnuovo Magra (SP) ci sarà l’incontro incontro con il pubblico di una delle più grandi fotografe internazionali: Letizia Battaglia. L’iniziativa si inserisce all'interno della mostra "La strada, la lotta, l'amore" (Torre del Castello dei Vescovi di Luni, 13 luglio-13 ottobre) che per la prima volta mette insieme le fotografie di tre dei principali fotografi italiani: Letizia Battaglia, Tano D'Amico e Uliano Lucas. Letizia Battaglia sarà intervistata da Elena Nieddu, giornalista del Secolo XIX. Dopo l'incontro sarà possibile farsi autografare il catalogo della mostra. Per l’occasione la mostra sarà visitabile con orario continuato (10.30-21.30), sarà pi possibile visitarla fino al 13 ottobre nel fine settimana dalle 10.30-12-30 e dalle 15.30 fino alle 19.30.

Letizia Battaglia, nata a Palermo nel 1935, è una fotoreporter che gode di numerosi riconoscimenti internazionali: è stata la prima donna europea a ricevere il Premio Eugene Smith. Le sue foto più famose sono quelle scattate per il giornale «L’Ora» di Palermo, con le quali ha documentato e denunciato le guerre di mafia degli anni Settanta e Ottanta. Le sue immagini riguardano però un più ampio ventaglio di temi, inerenti la vita siciliana e palermitana: le tradizioni, la vita quotidiana, le feste e i lutti, i volti del potere e gli sguardi pieni di speranza dei bambini e delle donne, in una città dalle mille contraddizioni. In questi ultimi anni, Letizia Battaglia sta riscuotendo un successo straordinario a livello internazionale diventando una artista di culto anche per molti giovani e giovanissimi, al punto che a 84 anni è contesa nei principali musei contemporanei e negli spazi espositivi più importanti in giro per il mondo. In queste ultime settimane è stata sotto i riflettori per la sua partecipazione con protagonita nell’ultimo film di Franco Maresco “La Mafia non è più quella di una volta”, che ha vinto il premio speciale della giuria alla  76/a Mostra del cinema di Venezia. Questa partecipazione è anche il riconoscimento al coraggio di una militanza antimafia che ha sempre esibito, anche in tempi molto difficili per la sua amata Sicilia



Alcune foto celebri



[foto omicidio Piersanti Mattarella]


«Prendiamo una fotografia di Letizia Battaglia. Via Libertà, a Palermo, 6 gennaio 1980. Sembrava un incidente stradale, no, avevano sparato al presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella. Letizia e il suo compagno Franco Zecchin cominciano a scattare, sconvolti, lui da fuori, lei infila la fotocamera nel finestrino. In quel momento, un uomo raccoglie il corpo dell’assassinato come in una Pietà. Si chiama Sergio, è suo fratello, oggi è presidente della Repubblica, e il ricordo di Letizia è questo: “allora c’era tanto dolore, oggi in quella foto c’è una speranza: di un presidente che ha vissuto quel momento ci si può fidare”».

(dall’introduzione di Michele Smargiassi al catalogo Letizia Battaglia, Tano D'Amico, Uliano Lucas La strada, la lotta, l’amore, a cura di Archivi della Resistenza, Edizioni ETS, pp. 5-6)



[foto bambina con il pallone]  


Tu hai detto: «la fotografia è la storia di un incontro, nelle bambine rivedo anche me stessa bambina». Parliamo di una foto più lieta della precedente: la foto della bambina col pallone.


Ero con due fotografi, Franco Zecchin e Ernesto Bazan, eravamo seduti in una specie di taverna e vedo da lontano tre o quattro bambini e non so perché mi alzo di corsa e vado loro incontro, sei, sette scatti, li fotografo. Poi questa bambina, tutto avviene in 30 secondi: la spingo contro il muro e lei mi guarda ipnotizzata, alza il braccio e aveva mille lire nella mano. Io cerco sempre di rivedere quelli che ho fotografato ma, dopo trentotto anni dallo scatto, lei non ero riuscita a trovarla. Ero andata a casa, mostravo la foto, ma nessuno sembrava ricordare lei bambina, nemmeno i vecchi la ricordavano.

Un giorno, parlando con Dacia Maraini, le ho raccontato che la sto cercando con grande timore, perché era la foto che ho avuto accanto per tutti questi anni, mi aveva accompagnata nelle denunce, nei morti ammazzati; la bambina, con quegli occhi così gravi, era la mia speranza. Dacia contattò una sua amica che lavorava alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Fecero questo annuncio in TV, si presentano due donne, ma non sono loro. Dopodiché finalmente arriva lei. Io prima di incontrarla mi dico: «Chi mi si presenta? Una strega, una trafficante di droga?». Poi arriva lei, una donna meravigliosa, alta, elegantissima nella sua semplicità, bella, buona quando l’abbraccio. Sono stata felice perché aveva sposato un poliziotto, suo figlio è un poliziotto e rapper che canta a Milano. Per cui la mia bambina non mi aveva tradito, non so forse dico delle sciocchezze, ma io ho sentito che tutto era andato bene. Quella bambina, che era stata per me un po’ un riferimento di qualcosa che avevo dentro, era diventata una donna così bella e così buona, ecco non mi aveva tradito. Nel tempo ho incontrato persone che sono diventate poi altro, però questa donna mi ha reso felice, perché è la mia foto più famosa, più conosciuta e bella anche. Ci sono anche le cose belle, assolutamente ho passato più cose belle che brutte nella mia vita, altrimenti mi sentirei un poco di avere fallito. Ho cose meravigliose da raccontare, ma non ve le racconto!

(dall’intervista a Letizia Battaglia Io cerco la bambina che è in me nel catalogo Letizia Battaglia, Tano D’Amico, Uliano Lucas La strada, la lotta, l’amore, a cura di Archivi della Resistenza, Edizioni ETS, p..43-44)

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Notizie sulla mostra



L’esposizione, che sta già riscuotendo grande interesse a livello nazionale, si inserisce nel ricco calendario di mostre, organizzate dal Comune di Castelnuovo Magra e dall’Assessorato alla Cultura, presso la Torre del Castello dei Vescovi di Luni, che, negli ultimi anni – grazie alle fortunate mostre di Erwitt, McCurry, Tano D’Amico, Mario Dondero e Bruce Chatwin, Vivian Maier e, da quest’anno, Pepi Merisio – si è andata affermando come un importante luogo espositivo per la fotografia e non solo, al punto che anche alcuni dei principali critici fotografici nazionali iniziano a guardare a questo spazio con vivo interesse (particolarmente significativo un articolo su «Repubblica» di Michele Smargiassi in cui si raccontano le mostre in Torre come esempio virtuoso del proporre spazi espositivi audaci e inediti).

L’allestimento di quest’anno è dedicato a tre grandi nomi della fotografia italiana, tre dei principali fotografi italiani viventi, riconosciuti a livello internazionale, i quali con la loro opera ci raccontano anche un pezzo di storia italiana (e non solo italiana): dalla stagione della contestazione studentesca, fino ai nostri giorni, in una sorta di autobiografia della nazione, composta da chi sa guardare alla società italiana con occhi aperti, con curiosità antropologica, senza negare le contraddizioni ma sapendo anche cogliere l’umanità latente.

L’allestimento è a cura dell’associazione Archivi della Resistenza di Fosdinovo (MS), che è il gestore del vicino Museo Audiovisivo della Resistenza, anch’esso uno dei partner del progetto. Gli Archivi della Resistenza hanno pensato a questa nuova avventura dopo il grande successo delle mostre curate per il comune: Tano D’Amico “La lotta delle donne” del 2017 e “ L’autre Vivian. L’altra Vivian Maier” del 2018, in collaborazione con Roberto Carlone, Caterina Cavallari e l’associazione francese “Vivian Maier et le Champsaur”.



Ai tre fotografi è stato proposto di esporre venti foto ciascuno: gli spazi angusti e insieme bellissimi della Torre non consentono un corpus superiore anche se verrà ripetuta l’esperienza delle gigantografie installate lungo le vie del borgo, come era già accaduto per la Maier, trasformando così il paese in una mostra a cielo aperto. È stato chiesto loro di partire dal tema: “La strada, la lotta, l’amore”, che è subito piaciuto molto e così tutti e tre hanno accettato la sfida e si sono messi in gioco. Battaglia, D’amico e Lucas si sono affermati come tre dei principali fotoreporter italiani e il loro lavoro si configura come quello che nel gergo degli addetti ai lavori è detto un “fotografo di strada” o un “stradale”. Questa definizione è stata spesso rivendicata da loro stessi, non tanto perché il loro lavoro si esaurisca nella necessità della cronaca, quanto perché stare sulla strada significa saper cogliere la società in trasformazione, essere aperti agli incontri, alle infinite possibilità di relazione che la strada ti offre. La strada è luogo vituperato e insieme idolatrato, strada come opportunità e crescita, la lolliana “strada dei sogni” degli anni d’oro della contestazione, ma a ben vedere comprende anche tutti i riflussi successivi e ogni ritorno di fiamma prossimo e odierno deve in qualche modo essere ratificato sulla strada. E poi la strada è anche l’ultima spiaggia dei disperati, di ogni epoca e latitudine, è luogo del malaffare oltre che del conflitto sociale. Le indagini sociali e antropologiche sul lavoro, sulla città e sull’umanità varia che l’abita, sono una parte consistente dello sterminato lavoro di Uliano Lucas, fotografo e insieme storico e teorico della fotografia; l’indagine sul cambiamento di orizzonti e di sguardi negli anni della ribellione è facilmente riconducibile alla straordinaria alchimia che amalgama poesia e impegno civile delle foto di Tano D’Amico; il corpo a corpo di Letizia Battaglia con il mostro della Mafia, nella stagione dei morti ammazzati, dell’escalation della violenza ma anche della risposta indignata, dell’orgoglio antimafia, di chi sa rimanere impermeabile al Male. Questi tre fotografi hanno lavorato tenendo sempre come stella polare la fiducia in nuovo umanesimo, che riportasse al centro i valori di convivenza pacifica, di un’armonia da ricercare continuamente e che non può riguardare soltanto le forme dei loro capolavori chiamati “fotografie”. Perché se c’è lotta nell’amore (le contraddizioni del reale, le fratture della storia e i continui cortocircuiti dei significati) è anche vero che l’amore è in tutte le lotte vere, quelle che valga davvero la pena affrontare. E da sempre chi prefigura un mondo migliore scopre abbastanza in fretta che non si può prescindere né dal pane, né dalle rose, ovvero dalla lotta e dall’amore.



L’allestimento sarà visitabile per tre mesi (da luglio a metà ottobre 2019) e sarà supportato da varie iniziative: incontri, film, workshop, un convegno, con la presenza dei tre grandi autori distribuiti durante i tre mesi e di alcuni importanti esponenti del mondo della fotografia, ad esempio è previsto il ritorno del giornalista di «Repubblica» Michele Smargiassi, che è anche l’autore del testo introduttivo al catalogo della mostra, curato da Archivi della Resistenza e pubblicato da ETS di Pisa ( http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846756169).



L’Orario di apertura della mostra è il seguente: nei mesi di luglio e agosto, da martedì a domenica 10-12:30 e 15-23; invece a settembre e a ottobre sarà aperta solo il sabato e la domenica 10-12:30 e 15-19. Il biglietto d'ingresso intero costa 7,00 e quello ridotto 5,00. Per informazioni e contatti chiamare 0187.693832 - 0187.693837 oppure scrivere a turismo@comune.castelnuovomagra.sp.it







Dal quarto di copertina del catalogo



La strada, la lotta e l’amore raccontati da tre straordinari maestri della fotografia italiana: Letizia Battaglia, Tano D’Amico e Uliano Lucas. Un dialogo attraverso sessanta foto – da quelle più celebri a quelle meno conosciute – e tre interviste realizzate per l’occasione.



Non c’è lotta senza amore, in fotografia – e nella realtà. Ma amore e lotta hanno un solo posto dove incontrarsi, ed è la strada. Le strade, in una città, non le fanno gli urbanisti o gli ingegneri civili. Le fa chi le usa. Le città vivono di conflitti, e la strada è il luogo principe del conflitto urbano, che è poi una lunga, sotterranea, lenta battaglia fra spazi e corpi. Il punto debole delle tirannidi contemporanee, conclamate o dolci, spudorate o seducenti, è che gli abitanti delle città usano gli spazi urbani in modi imprevisti, non graditi, spesso non autorizzati, insubordinati. È solo lì, sulla strada, che il fotografo può cogliere la storia che passa fra quei due poli della lotta e dell’amore – qualcuno disse «il sogno di una cosa». Michele Smargiassi



Letizia Battaglia, nata a Palermo nel 1935, è una fotoreporter che gode di numerosi riconoscimenti internazionali: è stata la prima donna europea a ricevere il Premio Eugene Smith. Le sue foto più famose sono quelle scattate per il giornale «L’Ora» di Palermo, con le quali ha documentato e denunciato le guerre di mafia degli anni Settanta e Ottanta. Le sue immagini riguardano però un più ampio ventaglio di temi, inerenti la vita siciliana e palermitana: le tradizioni, la vita quotidiana, le feste e i lutti, i volti del potere e gli sguardi pieni di speranza dei bambini e delle donne, in una città dalle mille contraddizioni.



Tano D’Amico, nato nell’isola di Filicudi nel 1942, si trasferisce e studia a Milano e diventa romano d’adozione. È giornalista professionista, fotoreporter e ha partecipato alla fondazione del giornale «Lotta Continua». Dagli anni Sessanta non ha mai smesso di raccontare le manifestazioni di piazza. Ha realizzato reportage su carceri, manicomio, conflitti internazionali (Irlanda, Palestina, la Spagna franchista, il Portogallo della rivoluzione dei garofani, Somalia e Bosnia), migranti e rom. Da sempre ha una particolare attenzione verso le minoranze etniche e politiche, ad esempio, il movimento femminista.



Uliano Lucas, nato a Milano nel 1942, è un freelancer che ha documentato cinquant’anni di mutamenti sociali, politici e culturali. Ha realizzato reportage sulla contestazione studentesca; sull’Africa, seguendo la decolonizzazione e le guerre di liberazione; sulla vita degli emigranti in Europa, sulla guerra in Occidente (Sarajevo), sul mondo del lavoro, sui cambiamenti nel costume e nel tessuto territoriale e sociale. Ha affiancato all’attività di reporter quella di studioso del sistema dell’informazione, nel 2015 ha scritto, con Tatiana Agliani, una storia del fotogiornalismo italiano.

Giornate europee del patrimonio 2019


Giornate europee del patrimonio 2019 - Un, due, tre …Arte –
Visite guidate al Castello di San Terenzo e alla mostra di Esther Mahlangu alla Fortezza Firmafede


Sabato 21 e domenica 22 settembre tornano nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), con tema “Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”;il tema interpreta lo slogan “Arts and entertainment” individuato in sede europea per gli European Heritage Days e rappresenta un’occasione per riflettere sul benessere che deriva dall’esperienza culturale e sui benefici che la fruizione del patrimonio culturale può determinare in termini di divertimento, condivisione, sperimentazione ed evasione.

Per l’occasione il Polo museale della Liguria e la cooperativa Earth organizzano visite guidate in alcuni dei siti di loro gestione; si inizia sabato 21 Settembre con la visita guidata alla mostra di Esther Mahlangu, “Geometrie, identità e futuro. Astrazione geometrica Ndebele”, allestita presso la Fortezza Firmafede fino al 6 ottobre.
Domenica pomeriggio invece ci sarà l’opportunità di conoscere la storia del Castello di San Terenzo, da torre di avvistamento per i pirati a bunker durante l'occupazione fascista.

Gli appuntamenti in breve:
Sabato 21 ore 16.00 Visita guidata alla mostra di Esther Mahlangu, €7 prenotazione obbligatoria tramite form online sul sito www.fortezzafirmafede.it
Domenica 22 ore 15.30 e ore 17.00 Visita guidata al Castello di San Terenzo, €2 non è necessaria la prenotazione.


mercoledì 18 settembre 2019

“𝑭𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝑭𝒊𝒏𝒆 𝑬𝒔𝒕𝒂𝒕𝒆

 “𝑭𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝑭𝒊𝒏𝒆 𝑬𝒔𝒕𝒂𝒕𝒆 - 𝑳𝒂 𝑫𝒐𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒆𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆"

Domenica 22 Settembre I Ragazzi della Chiappa, insieme all'Ass. Tandem vi aspettano alla “𝑭𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝑭𝒊𝒏𝒆 𝑬𝒔𝒕𝒂𝒕𝒆 - 𝑳𝒂 𝑫𝒐𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒆𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆" presso il campetto Luigi Brunetti situato in Via Monfalcone 420.
Saranno presenti varie attività sempre rivolte ai più piccoli: Gonfiabile disponibile a partire già dalle 10:30 del mattino, truccabimbi, Baby Dance, spettacolo di Burattini, il mago Ciccio PasticcioSusanna Varese con Topo Tobia, Giorgio Ramognino con il Mimo Ramon di Pro Spezia Ciassa Brin, e tanto altro......

Inoltre sarà presente in piazzetta Alessandrini e in Piazzetta Santa Caterina un mercatino misto Opere dell'ingegno/Hobbysti
Sarà possibile sia pranzare che cenare al campetto con un ricco menù costituito, tra le altre cose, dai mitici Ravioli di Coregna de L’ angolo dei sapori, Spaghetti con i muscoli de Muscoli Della Spezia di Federico Pinza, Birra del Birrificio DelGolfo ed il fritto di Vagabonda Vanda Ongaro
Ma non finisce qui, alla sera dalle ore 21:00 Musica
Vi aspettiamo!

martedì 17 settembre 2019

Noi le chiamiamo Chiocciole 2019


Noi le chiamiamo Chiocciole 2019
Torna a Cherasco dal 27 al 30 settembre il più grande festival dedicato all'Elicicoltura


Elicicoltura oggi: Chiocciola Metodo Cherasco adottato in 14 Paesi del Mondo

Oggi sono 870 gli allevamenti elicicoli sul territorio italiano. Di questi 550 seguono il Disciplinare Chiocciola Metodo Cherasco. A lanciare la sfida è stato tre anni fa Simone Sampò, presidente dell'Associazione Nazionale Elicicoltori e direttore dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura. Alla base del Disciplinare c'è un metodo di allevamento a ciclo naturale all'aperto, l'alimentazione solo a base di vegetali, la migrazione naturale. Chiocciola Metodo Cherasco rientra a pieno titolo nell'economia circolare, nulla diventa rifiuto ma tutto è utile ed utilizzato, creando economie parallele a quella principale, in un'ottica di rispetto ambientale e garanzia del prodotto.
Il volume di affari annui legato al mondo elicicolo italiano è di circa 220 milioni e sono oltre 9.200 gli addetti nell'indotto.
L'80% delle chiocciole che arrivano sul mercato è ancora appannaggio delle chiocciole di raccolta, ovvero animali che vengono raccolti e non allevati. Questo comporta l'impossibilità di controllare la materia prima che può essere contaminata perchè cresciuta in terreni non soggetti a controlli e a farne le spese è anche la carne che presenta caratteristiche organolettiche basse dovute alla mancanza di controllo su età dell'animale e alimentazione. Per colmare il gap di produzione da chiocciole di allevamento, quindi garantite e sicure, servirebbero ancora 3.500 ettari adibiti a produzione.
La bontà del Metodo Chiocciola Cherasco è riconosciuto anche dall'incremento negli anni del suo valore: nel 2010 era di 3 euro al chilo, salito nel 2019 a 5,50.
Chiocciola Metodo Cherasco non viene utilizzato solo in Italia ma ha ben presto varcato i confini ed oggi sono 14 i Paesi nel mondo che lo adottano: Libano, Spagna, Grecia, Marocco, Tunisia, Malta, Giordania, Georgia, Ungheria, Bulgaria, Francia, Croazia, Serbia, Australia.

Tanti appuntamenti per quattro giorni all'insegna della Chiocciola Metodo Cherasco
Dal 27 al 30 settembre 2019 Cherasco sarà invasa dal popolo delle chiocciole con il 48° Incontro internazionale di elicicoltura e il 14° Festival della chiocciola in cucina. Saranno quattro giorni dedicati interamente all'economia circola della Chiocciola e caratterizzati da momenti formativi, convegni, visite guidate, enogastronomia, cosmetica, e tanto altro.
I momenti principali per quanto riguarda la parte più tecnica saranno sabato 28 settembre con la Giornata Informativa, domenica 29 con il convegno tecnico scientifico, il villaggio del Benessere di S'Agapò, la dimostrazione dell'estrazione della bava con MullerOne. Tante poi le proposte gastronomiche, dalla cena “a quattro mani” al pranzo popolare per arrivare alla “cena stellata”.
Durante la quattro giorni saranno presenti delegazioni da tutto il mondo, dal Marocco alla Cina alla Georgia.

Il 48° Incontro Internazionale di Elicicoltura
Sabato 28 settembre dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 16,30 al Palachiocciola, in piazza degli Alpini, si svolge la Giornata informativa, un momento che vuole offrire ai partecipanti una panoramica completa sul mondo dell'Elicicoltura 2.0. Verranno affrontati tutti i passaggi teorici e tecnici per l'avvio di un allevamento secondo il Disciplinare Chiocciola Metodo Cherasco. La prenotazione è obbligatoria: info@istitutodielicicoltura.com, 0172 489382, 317 3900615.
Durante le quattro giornate sarà possibile approfondire il processo dei estrazione cruently free della bava attraverso il macchinario MullerOne e ascoltare la testimonianza di numerosi elicicoltori che adottano il Metodo Chiocciola Metodo Cherasco.
Il sabato e la domenica sarà possibile la visita guidata presso l'Accademia della Chiocciola, sede degli impianti di formazione didattica sul campo e presso l'allevamento Il Giardino della Lumaca di frazione Veglia di Cherasco.
Domenica 29 settembre dalle 10 alle 12.30, al Palachiocciola, si terrà il Convegno scientifico, un'occasione per addetti al settore ma anche per chi vuole approfondire l'argomento, dove illustri relatori affronteranno temi legati all'agronomia e alla zootecnia, all'alimentazione, proprietà nutrizionali, bava di lumaca e sue applicazioni, mercato del food e della cosmetica. In cattedra saliranno Giusto Giovannetti, direttore scientifico del Centro Culture Sperimentali, Claudio Trapella e Roberta Brizio, professori del Dipartimento di Chimiche Farmaceutiche all'Università di Ferrara, Andrea Corradini, cosmetologo, Franco Fassio, ricercatore in Eco Design e Systemic Design, direttore scientifico del Circular Economy for Food Hub dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Paola Cogoni, biologo, responsabile del laboratorio di mircobiologia alimenti e acq1ue dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna. Il convegno è ad ingresso libero. Durante la mattinata saranno annunciati anche i vincitori del Premio Giornalistico Chiocciola Metodo Cherasco presieduto da Fabrizio Salce, che giunge alla sua seconda edizione.
Sabato 28 e domenica 29 in piazza degli Alpini saranno presenti per tutta la giornata vari stand che permetteranno al visitatore di approfondire aspetti specifici dell'elicicoltura: quello dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura per tutte le informazioni su Chiocciola Metodo Cherasco e acquistare libri e tutorial, quello di Lumacheria Italia che propone la linea food, quello di Mullerone dove assistere al processo di estrazione della bava, quello di S'Agapò Cosmetici e il Villaggio del Benessere dove saranno presenti tutti i prodotti della linea S'Agapò, E-Time e Wine Therapy e dove poter effettuare trattamenti viso e corpo.
La manifestazione offre anche uno spazio didattico per i più piccoli con il progetto F-Helicicultura, uno spazio dedicato ai bimbi con laboratori didattici mirati.
Sarà presente anche lo stand del Monsignor Signori di Fossano, struttura con la quale l'Istituto di Elicicoltura collabora da due anni e che permette di offrire ai pazienti percorsi di pet therapy.
Anche l'associazione Cambalache di Alessandria sarà presente per illustrare il progetto “@MyJob – Formazione e occupazione nell'elicicoltura per una cultura rispettosa di uomini e ambiente”.

La proposta gastronomica del Festival: Chiocciola Metodo Cherasco protagonista in tavola
L'appuntamento dedicato all'elicicoltura offre anche tanti appuntamenti gastronomici dove la chiocciola Metodo Cherasco è protagonista in tavola, cucinata nei modi più svariati dalle sapienti mani dei cuochi.
Si inizia venerdì 27 settembre alle 20 nel padiglione di piazza degli Alpini con “La cena a quattro mani”. Ai fornelli Gabriele Santolin e Marco Falco, con la partecipazione della cittadina di Segno, proporranno un menu di tutto rispetto: bruschetta di chiocciole al verde, chiocciole al curry, risotto lime e chiocciole allo zafferano, chiocciole alla Borgogna, chiocciole alla cheraschese, chiocciole alla maniera di Segno per terminare con il dolce tir5amisù all'amaretto. Costo: 30 euro (bevande escluse).
La proposta gastronomica continua sabato 28 settembre alle 12,30 con “Il pranzo popolare” che prevede chiocciole fritte con salsa aiolì, risotto lime e chiocciole allo zafferano, chiocciole al sugo di campagna, tiramisù con amaretto. Il costo è di 18 euro (bevande escluse).
Si continua alla sera del sabato, dalle 20, con “Il menù del Festival”: bruschetta di chiocciole al verde, chiocciole grigliate con gazpacho e burrata, chiocciole fritte con salsa aiolì, risotto lime e chiocciole allo zafferano, chiocciole alla Borgogna, chiocciole alla maniera di Segno, tiramirù con amaretto. Costo: 30 euro (bevande escluse).
Domenica 29 settembre alle 12,30 torna il Menù del festival. Costo: 30 euro (bevande escluse). Alla sera, dalle 20 la “Cena stellata” curata dagli “stellati” Francesco Oberto e Fabrizio Tesse che propongono Battuta al coltello, chiocciole e salsa aiolì, Insalata di chiocciole, guacamole e manioca croccante, Chiocciole in umido con cous cous allo zafferano, Risotto aglio nero fermentato, chiocciole e scorza di limone, Rombo, chiocciole, bagna caoda, acetosella, Panna cotta, frutta e verdura, chiocciole al naturale. Costo: 50 euro (vini abbinati).
Ultimo giorno di Festival sarà lunedì 30 settembre: tutti a tavola alle 20 per degustare nuovamente il “Menu del Festival”.
Tutti gli appuntamenti a tavola prevedono anche la possibilità di un menù alternativo (Battuta di carne cruda, vitello tonnato, insalata bergera, flan di verdure con fonduta, risotto alla parmigiana con lime e zafferano, brasato al Barolo con purè, tiramisù con amaretto) e un menù bimbi (prosciutto cotto, penne al pomodoro, Milanese con patatine fritte, tiramisù con amaretto)
Per tutti gli appuntamenti a tavola è obbligatoria la prenotazione
0172 489382, 371 3900615, 391 7718102.
Tanti eventi collaterali per rendere uniche le giornate del Festival. Ospite d'eccezione Samuel dei Subsonica
Il Festival della Chiocciola non è solo enogastronomia. Accanto agli appuntamenti a tavola sono in programma tante iniziative. La serata di venerdì 27 settembre, che vedrà la partecipazione di Sonia De Castelli, sarà allietata dalla prima edizione di Miss Chiocciola. A condurre la serata è Elisa Muriale. Dalle 22 si balla con dj set.
Il sabato pomeriggio la piazza degli Alpini si animerà di musica e bastoni volanti con lo spettacoli di danza de “Il Sole a Mezzanotte” e l'ASD Twirling Cherasco.
Domenica 29 settembre dalle 9 le vie del centro storico saranno invase dalle bancarelle del Mercato della Terra dove si potranno trovare le eccellenze del territorio. Dalle 10,30 la parata spettacolare con banda, sbandieratori, atleti, cheerleaders, partiranno dalla piazza del Comune per arrivare in piazza degli Alpini, vero cuore della kermesse. La domenica pomeriggio Cherasco si anima per le strade con artisti, trampolieri, maghi, giocolieri, truccabimbi, mangiafuoco, musica. Un mix di spettacoli coinvolgenti che faranno divertire tutti, grandi e piccini. Durante la cena si potrà assistere allo spettacolo di danza curato da Essenza Danza. Alle 22 a rallegrare la serata ci sarà il concerto di Leo Proglio, mentre il gran finale del lunedì è in compagnia di “Bacia Me Stupida”.
Grande attesa per l'ospite d'onore della manifestazione, Samuel dei Subsonica, giudice di XFactor che allieterà con il suo dj set la domenica sera. Samuel sarà protagonista anche al pomeriggio, alle 18. di una simpatica e coinvolgente “doppia intervista”, una faccia a faccia con il presidente dell'Ane Sampò in cui si sveleranno piccole curiosità dei due protagonisti.
Durante la manifestazione sarà possibile partecipare anche agli show cooking curati dagli stellati Francesco Oberto e Fabrizio Tesse e ai laboratori di degustazione “Vino e chiocciole” e “Chiocciole e birra”.

La Snailtherapy Experience, presentazione in prima mondiale
Nel Villaggio del benessere si trova la grande novità 2019: la Saniltherapiy Experience, ultima innovazione nel campo del massaggio. I fisioterapisti Marek Rozum e Dominilla Rozum, con il presidente dell'Ane Simone Sampò, hanno ideato un metodo di trattamento mai utilizzato prima: la combinazione di un massaggio stimolante del meridiano con lumache vive. Attivando il sistema del meridiano umano attraverso vari stimoli come il semplice tocco, le tecniche di spillatura, i diversi effetti della pressione dei gusci di lumaca vuoti e il posizionamento naturale delle lumache vive su punti specifici di agopuntura si attiva il flusso di energia. I meridiani sono una fitta rete di collegamento. Quando questi svolgono correttamente il loro compito l'uomo gode di buona salute. Ogni meridiano è associato ad un organo specifico. Posizionare le lumache e andare ad intervenire su punti specifici equivale ad ottenere un benessere mirato, dove è necessario. Non si interviene più sul generico, ma si individuano i punti critici, quelli in cui è necessaria l'attivazione e su questi si agisce. Una delle particolarità di questo nuovo metodo è senza dubbio l'uso del guscio delle chiocciole che diventa protagonista dell'intervento. Il sabato e la domenica sarà possibile conoscere da vicino ed approfondire con gli specialisti questo tipo di massaggio, unico al mondo.

Il tradizionale Festival chiude il sipario e dà appuntamento all'Helix Fest 2020
L'appuntamento 2019 sarà l'ultimo tradizionale Festival della Chiocciola che non si ferma e fa un balzo avanti: l'economia circolare si sviluppa e diventa elicoidale.
La chiocciola è un animale curioso, la sua spirale evoca apertura. Proprio dall'osservazione di questo particolare nasce lo sviluppo dell'economia circolare che diventa elicoidale: non solo nulla viene buttato, ma ciò che per altri è rifiuto, diventa risorsa ma la spirale, non è infinita, ma volge verso un'apertura. Se si applica questa particolarità all'elicicoltura ecco che ogni allevamento si apre verso nuovi microcosmi che a loro volta genereranno altri microcosmi, creando una rete dove ogni punto diventa importante per sè stesso ma anche promotore di altro. Ogni punto della rete è esempio di economia circolare ma allo stesso tempo diventa economia elicicoidale.
Così nasce l'idea che troverà nell'Helix Fest 2020 il suo nuovo punto di inizio, un'elicicoltura che trae esempio dal passato ma che si apre al futuro, continuamente in movimento, volto verso un'economia sempre più aperta e in crescita, un concetto che estrae valori, li nutre, li amplifica. Helix Fest sarò un evento inclusivo che saprà parlare a tutti, grandi e piccini, un insieme di esperienze coinvolgenti, di opportunità di lavoro, di scambio e incontro fra aziende. Un format innovativo per guardare sempre di più al futuro, tenendo sempre ferme le basi di un'economia che rispetti l'ambiente, i valori, la cultura, le tradizioni, il lavoro, offrendo una concezione in continua evoluzione.
L'Helix Fest sarà quindi caratterizzato da specifiche aree, dal benessere al cibo sostenibile e vini naturali, dal lavoro alla festa. “E' sicuramente una grande scommessa – spiega il presidente dell'Ane Simone Sampò – ma il mondo dell'elicicoltura, come abbiamo dimostrato in questi tre anni, non può fermarsi al sapere di oggi. Deve continuare ad aggiornarsi e proporre nuove opportunità, in linea con i nostri valori base ma sempre con lo sguardo volto al futuro, aprendo le porte ad esperienze diverse, ad una sinergia sempre più consapevole, a farsi promotore di un modello che è vincente per un benessere generale in tutti i campi dell'economia, del vivere sociale, dell'arte. Quello del 2020 sarà un appuntamento nuovo, completamente rinnovato dove l'elicicoltura 2.0 sarà uno dei tasselli, quello veicolante, esempio da esportare in tutti gli altri settori. Ci saranno musica con grandi concerti, mostre d'arte, narrazione orale, artisti di strada, si parlerà di lavoro ma anche di benessere ed enogastronomia e tanto altro ancora. Il tutto in un'ottica di autosostenibilità. ”.
Tutte le informazioni sul Festival
Per informazioni: 0172 489382, 371 3900615, 391 7718102

Instagram: istitutoelicolturacherasco
Facebook: Istituto Internazionale Elicicoltura di Cherasco






























giovedì 12 settembre 2019

La Robiola di Roccaverano DOP…C’E’


CHEESE 2019 XII Edizione, BRA (CN) 20 – 23 settembre
La Robiola di Roccaverano DOP…C’E’
Degustazioni guidate e dolci a base di Robiola DOP
Lo avevamo annunciato il 14 gennaio presso il Circolo dei Lettori di Torino che sarebbe stato un anno ricco di appuntamenti per la Robiola di Roccaverano DOP; i 40 anni di riconoscimento della Denominazione d’Origine devono essere festeggiati nel migliore dei modi. E così, dopo l’evento torinese, l’incontro del mese di marzo ad Asti - “Robiola di Roccaverano D.O.P. – dalla molecola alla tavola” una storia tra tradizione e innovazione, l’apertura a maggio della “Scuola della ROCCAVERANO”, la grande Fiera Carretesca, Festa della Roccaverano del mese di giugno con l’investitura a Cavaliera della Robiola di Tessa Gelisio, e tanti altri momenti di incontri commemorativi eccoci a settembre presenti a Bra (CN) a Cheese 2019.
Cheese, ovvero “il più bell’evento al mondo dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte” come ama definirlo Slow Food, andrà in scena da venerdì 20 a lunedì 23 settembre.
Il Consorzio di Tutela della Robiola di Roccaverano sarà presente in due distinte postazioni: in Via Cavour all’angolo con la Piazza Carlo Alberto, Piazza del Mercato Italiano, presso gli spazi dell’Onaf Nazionale, e in Piazza Spreitenbach nell’ambito dello stand della Regione Piemonte e Asso Piemonte.
Nel primo punto, in Via Cavour, si potrà prendere parte alle degustazioni di Robiola di Roccaverano DOP guidate dai Maestri dell’Onaf – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, inoltre la Robiola sarà protagonista come ingrediente di sfiziosi dolci. Venerdì 20 alle 12.30 e alle 17.30 il Ristorante Madonna della Neve di Cessole (AT) proporrà il “Cremoso alla Roccaverano Dop”. Sabato 21 alle 12.30 e alle 17.30 l’Albergo Osteria del Bramante di Roccaverano (AT) preparerà della piccola pasticceria con la Robiola DOP. Domenica 22 alle 17.30 sarà la volta dell’Osteria Perigolosi di Monastero Bormida (AT) e la sua cheesecake alla Roccaverano. Si terminerà lunedì 23 alle 12.30 con l’Agriturismo Tre colline in Langa di Bubbio (AT) e la mousse di Roccaverano, moscato e limone.
Nel secondo punto, in Piazza Spreitenbach, sarà possibile acquistare durante tutte le giornate di manifestazione la Roccaverano DOP direttamente dai produttori. Il giorno 22 alle ore 12.30 ci sarà un incontro, un vero e proprio “Focus”, sui 40 anni della DOP. Interverranno il Presidente del Consorzio Fabrizio Garbarino, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Onorevole Federico Fornaro della Commissione Agricoltura, Simone Barbero assessore alle attività produttive del Comune di Roccaverano, il Presidente di Asso Piemonte Evanzio Fiandino, il Presidente di Piemonte Land of Perfection Filippo Mobrici, la dott.ssa Gerbi e Salvatore Vullo con la sua ultima fatica letteraria dedicata al mondo agricolo piemontese. Vullo ha un’esperienza ventennale presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Per quanto riguarda questo momento segnaliamo il link della pagina ufficiale del sito di Cheese 2019.
https://cheese.slowfood.it/event/i-40-anni-del-consorzio-di-tutela-formaggio-robiola-di-roccaverano-dop/
Della Robiola di Roccaverano DOP è doveroso ricordare si produce con latte crudo intero di capra delle razze Roccaverano e Camosciata Alpine e i loro incroci. Per l’alimentazione del bestiame, tenuto obbligatoriamente al pascolo da marzo a novembre, è vietato l’utilizzo di mangimi OGM. L’alimentazione di tutti gli animali deve provenire dal territorio di produzione per almeno l’80%.
Fresca o stagionata la Robiola di Roccaverano DOP si caratterizza da una pasta bianca e morbida mentre il suo sapore può variare dal delicato fino al deciso. La forma ha un diametro compreso tra i 10 e i 13 cm e lo scalzo dai 2,5 ai 4 cm. Il peso varia dai 250 ai 400 grammi circa.

Settembre, e più precisamente sabato 28, vedrà poi il nostro formaggio impegnato con un altro appuntamento importante: la seconda edizione di “Ovada incontra il Piemonte”, nella location di Casa Wallace a 15 minuti dall’uscita dell’autostrada A26 di Ovada e a due minuti dal paese di Cremolino. Trattasi di una tenuta vinicola con 13 ettari di vigne biodinamiche e terreni boschivi. “Ovada incontra il Piemonte” è’ un progetto nato dall’amore per il territorio che vede come protagonisti i vini dell’Ovadese e dei suoi dintorni. La Robiola di Roccaverano DOP è tra gli partner dell’evento. 


MILANO-TORINO EDIZIONE 100: UNA CORSA UN MI-TO

MILANO-TORINO EDIZIONE 100: UNA CORSA UN MI-TO
La classica più antica del panorama mondiale (nata nel 1876) taglia lo storico traguardo delle 100 edizioni. Come lo scorso anno si partirà da Magenta per terminare davanti alla Basilica di Superga a Torino dopo 179 chilometri. 

Magenta 11 settembre 2019
 – Una corsa un Mi-To! La Classica più antica, in programma mercoledì 9 ottobre, spegne 100 candeline. La Milano-Torino NamedSport festeggia questo storico anniversario sullo stesso percorso (partenza da Magenta e arrivo sul Colle di Superga) dello scorso anno e che vide il successo del francese Pinot.  
    IL PERCORSO
    Partenza da Magenta per attraversare nella prima parte su strade pianeggianti, larghe e rettilinee la pianura Padana con una lunga progressione attraverso i territori di Abbiategrasso, Vigevano e la Lomellina fino al Monferrato. Qui il profilo altimetrico della corsa comincia a muoversi con i dolci saliscendi della zona di Casale Monferrato fino alle strade nuovamente larghe e rettilinee che portano al circuito finale.
    Dopo San Mauro Torinese si costeggia il Po in Corso Casale per salire alla basilica di Superga una prima volta (si devia 600 m prima dell’arrivo) per poi scendere su Rivodora con una discesa impegnativa che riporta a San Mauro e quindi risalire fino all’arrivo con pendenze anche oltre il 10%. Rifornimento al km 89-92 di corsa

    Ultimi km
    Ultimi 5 km (che si ripetono due volte salvo i 600 m finali) che da Torino in Corso Casale, dove inizia la salita, portano alla Basilica di Superga. La pendenza media è 9.1% con una punta attorno a metà salita del 14% e lunghi tratti al 10%. A 600 m dall’arrivo svolta a U verso sinistra per affrontare la rampa finale all’8.2% e quindi ultima curva a 50 m dall’arrivo. 
    DOWNLOAD

    LE 21 FORMAZIONI AL VIA
    21 formazioni: 16 UCI WorldTeams e 5 UCI Professional Continental Teams.
    • ASTANA PRO TEAM
    • BAHRAIN - MERIDA
    • BORA - HANSGROHE
    • CCC TEAM
    • DECEUNINCK - QUICK-STEP
    • EF EDUCATION FIRST
    • GROUPAMA - FDJ
    • LOTTO SOUDAL
    • MITCHELTON - SCOTT
    • MOVISTAR TEAM
    • TEAM DIMENSION DATA
    • TEAM INEOS
    • TEAM KATUSHA ALPECIN
    • TEAM SUNWEB
    • TREK - SEGAFREDO
    • UAE TEAM EMIRATES
    • ANDRONI GIOCATTOLI - SIDERMEC
    • BARDIANI CSF
    • NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM
    • NIPPO - VINI FANTINI - FAIZANE'
    • TEAM ARKEA - SAMSIC
    da sinistra: L’Assessore allo Sport del Comune di Magenta, Luca Aloi, Stefano Allocchio, Direttore di Corsa di RCS Sport, il Sindaco di Magenta, Chiara Calati e Simone Gelli, Vice Sindaco di Magenta.

    DICHIARAZIONI

    Il Sindaco di Magenta, Chiara Calati ha dichiarato: “È Con grande orgoglio che Magenta si aggiudica quest’anno la centesima edizione della Milano-Torino, dopo aver ospitato la grande “ classica delle classiche” l’anno scorso. La presenza in Città di un evento sportivo così significativo a livello nazionale e internazionale rispecchia appieno la volontà di sottolineare le potenzialità di Magenta come Città attrattiva per l’intero territorio. Continua il posizionamento da noi fortemente voluto verso una Città dinamica in grado di farsi ricordare.
    Sentire i grandi nomi che sfileranno nelle nostre strade è una grande emozione, nonché un vanto per un’area che fa del ciclismo la sua passione anche a livello amatoriale lungo gli assi del Naviglio Grande e nel verde del Parco Ticino.
    Siamo certi che la cittadinanza parteciperà nella sua totalità con grande calore ed entusiasmo".


    Stefano Allocchio, Direttore di Corsa di RCS Sport, ha sottolineato come: “Sono poche le gare che nel panorama mondiale possono vantare di aver tagliato il traguardo delle 100 edizioni. Questa è la classica più antica, di livello internazionale, che anche negli ultimi anni ha visto nel suo albo d’oro inserirsi nomi di corridori di primissimo piano. Ripartiamo da Magenta, città di cultura e tradizione ciclistica che ha sposato e creduto in questo progetto. L’arrivo sarà sotto la Basilica di Superga, luogo consacrato allo sport, e sono certo che vincerà un grande campione”.

    “Lo sport si conferma uno dei perni che fa vivere la Città, non solo dal punto di vista agonistico ludico motorio ma anche come stimolo a tutte le realtà locali che concorrono continuamente a rendere attiva la nostra comunità. Penso alle associazioni, agli studenti ai commercianti ma anche a tutte quelle fasce di popolazione che con questi grandi eventi prendono coscienza di quanto sia importante collaborare tutti per accogliere squadre e atleti di caratura internazionale donando a Magenta l’immagine di una Città aperta e che raccoglie le sfide, vincendole”, ha dichiarato l’Assessore allo Sport del Comune di Magenta, Luca Aloi.
     
    #MilanoTorino

    venerdì 6 settembre 2019

    CINGHIALI: CORDOGLIO - RISCHIO PER UOMO

    CINGHIALI: CORDOGLIO - RISCHIO PER UOMO – SITUAZIONE NON PIU’ SOSTENIBILE – APERTO TAVOLO DI CRISI


    L’Assessore all’Agricoltura, Stefano Mai, interviene a seguito dell’incidente accaduto a Rovegno.

    “Per prima cosa voglio fare le mie condoglianze ai parenti della vittima e manifestare la mia vicinanza”.

    “Il cinghiale è un animale selvatico, quindi pericoloso per l’uomo. Va contenuto”.

    “La situazione in Liguria non è più sostenibile. Serve un intervento coordinato a livello nazionale. Gli strumenti che abbiamo non sono sufficienti”.

    “A giorni apriremo un tavolo di crisi per i cinghiali e la fauna selvatica nel suo complesso”.

    L’Assessore Mai ribadisce la gravità della situazione cinghiali in Liguria.
    “La popolazione che ha a che fare con i cinghiali è esasperata. Non solo procurano enormi danni all’agricoltura e all’allevamento, ma orami è diventato quasi impossibile anche solo coltivare un orto per autoconsumo. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti. Come Regione Liguria abbiamo già attivato tutti gli interventi possibili ma non sono sufficienti”.

    “La Liguria ha il 75% del territorio boscato. I boschi arrivano fino alla costa. Questo permette ai cinghiali di proliferare e di muoversi ovunque, arrivando senza problemi in città dove trovano facilmente cibo vista la presenza dei rifiuti urbani. Inoltre ci sono irresponsabili che alimentano questi animali, gravando sull’equilibrio dell’ecosistema, cambiandone le abitudini e portandoli sempre più ad avere confidenza con l’uomo”.

    Come ribadisce l’Assessore Mai, serve un intervento nazionale con il ripristino della figura dei coadiutori al controllo, all’interno della legge 157/92. Le Regioni sono inascoltate da 3 anni.
    “Sono tre anni che abbiamo approvato in Commissione Politiche agricole a livello nazionale, con l’unanimità di tutte le Regioni, la richiesta di modificare almeno l’articolo 19 della legge 157 per avere i coadiutori a supporto per il controllo di questi animali. Si tratta di una legge vecchia 30 anni che andrebbe rivista integralmente, invece sono tre anni che la proposta è ferma a Roma. La scellerata e miope politica animalista di certi ministri, sta rendendo la situazione non più accettabile. Quando con le provincie avevamo 81 agenti provinciali sul territorio, questi erano aiutati da circa 5mila cacciatori coadiutori. Oggi abbiamo unicamente 25 agenti regionali che possono occuparsi del problema. Come Regione Liguria abbiamo provato ben due volte, con due leggi regionali, a reintrodurre i coadiutori, ma le leggi ci sono state bocciate dalla Corte Costituzionale perché questa legislazione non è di competenza delle Regioni. Allora serve un intervento nazionale. Il Governo non può stare a guardare facendo soccombere i cittadini, le aziende e le istituzioni sotto questo problema. Porterò nuovamente questa istanza a tutti i tavoli istituzionali”.

    Da Regione Liguria, annuncia l’Assessore Mai, presto due bandi per finanziare strumenti di arginamento dei cinghiali.
    “Entro il mese apriremo il primo bando della misura 4.4 del Programma di Sviluppo Rurale con cui metteremo a disposizione 1 milione di euro per le recinzioni elettriche e i cani da guardiania. Entro l’anno apriremo il secondo bando sempre della 4.4 con un altro milione di euro per finanziare l’istallazione di recinzioni metalliche. Tutto quello che possiamo fare, ripeto, lo facciamo”.

    Nei giorni scorsi, inoltre, sono state depositate oltre 500 firme alla Città Metropolitana di Genova di cittadini della Valle Sturla che chiedono di risolvere immediatamente il problema dei cinghiali sul territorio.

    VILLA ROMANA del VARIGNANO (Portovenere)

    VILLA ROMANA del VARIGNANO (Portovenere)


    giovedì 5 settembre apertura serale
    Mi piace pensare che la luna sia lì anche se non la guardo” A. Eistein
    In occasione dei 50 anni dell’allunaggio
    ore 19.00 visite guidate con l’archeologo
    ore 20 Marcella Mancusi illustra le raffigurazioni di Selene/Luna nel mondo greco – romano
    ore 20.30 Roberto Zambelli presenta il satellite dal punto di vista astronomico
    illustra le raffigurazioni di Selene/Luna nel mondo greco – romano
    ore 21-22.30 osservazione con i telescopi messi a disposizione dall’associazione astronomica Lunae di Sarzana
    In caso di maltempo l’evento si svolgerà al chiuso.
    Ingresso euro 3; ridotto euro 2 tra i 18 e i 25 anni; gratuito fino a 18 anni.

    domenica 8 settembre
    Apertura prolungata ore 10.00-13.30 e 14.00-19.00.
    Visita guidata alla villa con l’archeologo alle ore 10; 11,15; 12.30.
    INGRESSO GRATUITO​


    Area archeologica e Sistema museale dell'antica città di Luna
    Polo Museale della Liguria
    via Luni 37, 19034 Luni (SP)
    tel. 0187 66811
    pm-lig.museoluni@beniculturali.it
    www.luni.beniculturali.it
    https://www.facebook.com/museoarcheologicoluni/

    Ti presento Esther!


    Ti presento Esther!
    Eventi collaterali alla mostra personale di Esther Mahlangu



    In occasione della personale di Esther Mahlangu, Geometrie, identità e futuro. Astrazione geometrica Ndebele, allestita presso la Fortezza Firmafede di Sarzana dal 24/08/2019 al 06/10/2019, la Cooperativa Earth propone un calendario di attività a tema, dedicate a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza di questa sensazionale artista sudafricana di fama mondiale, che attinge alla tradizione millenaria della tribù Ndebele per diffondere la propria cultura in tutto il mondo.

    Di seguito il programma delle attività:

    Visite guidate per gruppi di adulti (su prenotazione)
    • sabato 7 settembre, ore 16.00
    • sabato 21 settembre, ore 16.00
    • sabato 5 ottobre, ore 16.00

    Costo (ingresso fortezza + visita mostra) € 7,00 a persona
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    La mia famiglia è una tribù
    Laboratori per famiglie dedicati a bimbi dai 6 ai 10 anni

    • domenica 8 settembre, ore 16.00
    A CASA DI ESTHER!
    Le donne della tribù Ndebele hanno inventato un modo particolare per dipingere le proprie case, creando così dei villaggi fantastici, variopinti e unici! Ogni casa è diversa dall’altra e i disegni vengono modificati di tanto in tanto, nei momenti importanti della vita della famiglia.
    Partendo dai motivi geometrici tipici di questa cultura millenaria, realizzeremo insieme il nostro villaggio di casette colorate!

    • domenica 29 settembre, ore 16.00
    IMMAGINI, COLORI E GEOMETRIE
    L’arte di Esther Mahlangu è caratterizzata da forme geometriche colorate, limitate da un sottile bordo nero che, contrapposto allo sfondo bianco, dà vita a diverse composizioni di linee e figure suggestive e vivaci. Ma queste forme non sono del tutto astratte! Rappresentano per l’artista delle stilizzazioni di motivi realistici, come la lametta da barba!
    Utilizzando silhouettes di cartoncino colorato e uno sfondo di riferimento, cercheremo di creare delle composizioni personali in cui ritrovare le sagome nascoste di figure conosciute.

    • domenica 6 ottobre, ore 16.00
    NDEBELE DOLLS
    Le bambole nella cultura africana sono un oggetto quasi sacro. In Sudafrica portafortuna per eccellenza sono le bamboline Ndebele, realizzate a mano e ricamate con perline, stoffe e altri materiali. Ne esistono diverse tipologie e ognuna ha diversi e specifici significati e poteri.
    La “bambola della Fertilità”, ad esempio, viene regalata alle donne che stanno per sposarsi, mentre la “bambola della Fortuna” rappresenta il ponte tra l’uomo e il divino e protegge dalla cattiva sorte.
    Durante il laboratorio, ogni partecipante realizzerà una versione personalizzata della bambola portafortuna, usando materiali poveri e di riciclo.

    Costo (ingresso fortezza + visita mostra + laboratorio) € 6,00 a persona

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    Promo biglietti:
    kit famiglia 3 persone (2 adulti e 1 bambino) € 15,00
    kit famiglia 4 persone (2 adulti e 2 bambini) € 20,00


    Prenotazione obbligatoria per tutte le attività tramite form online sul sito www.fortezzaformafede.it

    Per info: didattica@earthscrl.it


    ONQ, My Dear Killer e Lebenswelt per la sesta edizione delle OuZeLiadi allo Shake

    ONQ, My Dear Killer e Lebenswelt per la sesta edizione delle OuZeLiadi allo Shake


    Al via sabato 14 settembre, dalle ore 20.00, la sesta edizione delle OuZeLiadi: festa-concerto a base di indie rock, organizzata dalla storica etichetta discografica spezzina OuZeL Rec. Gli spiriti affini di My Dear KillerLebenswelt e ONQ, legati a doppio filo con la OuZeL Rec, dopo anni di collaborazioni e reciproche ospitate, condivideranno per la prima volta lo stesso palco offrendo quel distillato di post rock malinconico e solitario, ma a tratti graffiante e urlante, che ne ha fatto un unicum nel panorama nazionale.
    Le OuZeLiadi si apriranno con le struggenti litanie noise-folk di My Dear Killer, il progetto cantautorale di Stefano Santabarbara, nato a metà degli Anni ’90 nel varesotto e con all’attivo tre album, che per l’occasione presenterà il suo ultimo lavoro Collectable Items.
    Non cambierà il mood nel live di Lebenswelt del napoletano Giampaolo Loffredo, conosciuto per il raro sound intimo e teoretico, intessuto da chitarre preparate, loop riverberati ed elettronica minimale. E proprio questo sound sarà il trait d’union della serata: il suo recente quinto album Metaphysics of Entropy, uscito per l’etichetta Under My Bed Recordings, vede anche i contributi, non a caso, di Santabarbara, Galuppini/ONQ e Costagli (patron di OuZeL).
    A seguire il concerto clou della serata: l’attesa esibizione della formazione ONQ. In maniera del tutto straordinaria, la band si riunirà per l’occasione dopo 17 anni di assenza dalle scene e proporrà un set dal vivo in una inedita formazione con due chitarrebasso e due batterie. Il pubblico di appassionati potrà così assaporare la pionieristica pioggia di atmosfere e sonorità slow core apocalittiche che ha reso il gruppo spezzino un fenomeno di culto in tutta la scena alternative italiana.
    L’evento non sarebbe stato possibile senza l’organizzazione di Mauro Costagli, mente della OuZeL Rec, nata nel 1998 alla Spezia come piccola etichetta discografica indipendente, con lo scopo di riunire sotto lo stesso tetto le produzioni musicali di artisti accomunati dallo spirito dell’home-recording e del low-fi. Dall’esordio dei Morose, passando per i migliori lavori di ONQ, il primo Bugo, i francesi Deleted, lo statunitense Derek De Prator, l’etichetta si è poi cimentata in progetti di più ampio respiro fra i quali i dischi di Lo-fi Sucks!, Kech, June Miller e Slim River Boys. Nelle sue compilation inoltre sono apparsi, tra gli altri, brani inediti di June of 44, Zen Circus e Lebenswelt. Senza dimenticare che, nelle sue iniziative più recenti, rientrano proprio le OuZeLiadi, che si stanno affermando come un punto di riferimento e di ritrovo per gli estimatori del genere.
    La serata è accompagnata dalla selezione musicale dello Shake (prima e dopo i live in programmazione dalle 22.00), e dalla ristorazione offerta dal food truck all’entrata del locale.